LET’S DANCE PARTY
E STRINGHE #7 di Massimo Rizzuto

LET’S DANCE PARTY
Musica Arte e Drink

Selezione musicale a cura di Takeawaygallery
Sabato 18 aprile ore 21.30

STRINGHE #7

di Massimo Rizzuto

Mostra personale
Inaugurazione: Sabato 18 aprile ore 20.30

Tevere Art Gallery

Via di Santa Passera, 25 Roma
T 065561290 [email protected]

Ingresso + Shot 5 €
Tessera TAG obbligatoria (gratuita)

Proseguono gli appuntamenti a doppia firma TAG Tevere Art Gallery e Takeawaygallery di Roma, eventi di una sola notte dove contaminare arte e musica, presentando mostre di arte contemporanea in una cornice informale, “leggera”, alternativa: per questa occasione la selezione musicale a cura della Takeawaygallery con “Let’s dance Party” è associata alle immagini di grande formato di Massimo Rizzuto con Stringhe #7.

Stringhe è un lavoro che nasce nel 2011, proposto per la prima volta presso la Galleria Opera Unica: una gigantesca installazione ad occuparne tutto lo spazio fisico, un gioco di ombre, luci e proiezioni; un ambiente immersivo di cui farne esperienza con l’intero corpo. Realizzato nelle sue componenti materiali da fil di ferro e omini in miniatura, completamente avvolto nel buio, si affida a una o più fonti per proiettare sulle pareti giochi di riflessi in movimento, dove i personaggi che lo popolano, ingranditi e moltiplicati, vengono fatti roteare come in un caleidoscopio, un sogno, un’allucinazione.

Stringhe, dal 2011, è stato presentato in più eventi e mostre, a Roma e non, adattato di volta in volta all’ambiente ospitante, fino ad arrivare alla settima versione. In ogni occasione sono stati realizzati degli scatti, fotografie di dettagli, interpretazioni soggettive dell’artista stesso, opere a sé stanti, parti integranti dell’intera mostra.
Presso la Tevere Art Gallery Massimo Rizzuto espone dieci immagini un metro per un metro, stampe su alluminio, “impressioni fuggevoli” degli allestimenti precedenti: grovigli sfocati, contrasti accentuati, assembramenti di vite, piccole forze solitarie che corrono incontro al caos circostante. All’interno dell’intricata massa, fugaci momenti e desideri quotidiani.

«Al centro del lavoro di Massimo Rizzuto vi è l’uomo. Si tratta di un uomo che si trova inestricabilmente legato agli altri, retificato ai suoi simili, connesso ad essi da sottili fili che prova a percorrere in un delicato equilibrio che ricorda il Funambolo di Klee. È una poetica di contrasti quella di Massimo Rizzuto: pieni e vuoti, presenza e assenza, connessione e solitudine, luce ed ombra»