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Vincitore categoria Foto Singola: Francesco Cabras

Titolo: Curl Power
Open air hairstylist, Congo

 

Vincitrice categoria Progetto: Vania Broccoli

Titolo: Hic Sunt Leones

“Qui stanno i leoni”, questa locuzione latina serviva ad indicare nelle mappe antiche luoghi sconosciuti ed inesplorati nei quali si presupponeva la presenza di belve feroci e mitologiche, tali per cui era sconsigliato anche solo avventurarvici.

Adesso Google Maps ha reso tutto più semplice e oggigiorno, al posto di uno di quegli ammonimenti topografici, appare solo la dicitura “Istituto Palazzolo per Istituti Pii”.

Si tratta di una Residenza Sanitaria Disabili con sede a Rosà (VI), gestita con la stessa dedizione dalla Congregazione Suore delle Poverelle e da personale laico altamente specializzato, che in oltre 90 anni di attività ha ospitato prevalentemente donne con forti handicap fisici e psichici, ma anche orfane e suore anziane.

Ho scoperto questo luogo durante l’annuale Open Day che ha come scopo quello di farne scoprire la realtà a chi vive all’esterno. Sentii subito l’urgenza di approfondire quell’incontro e possibilmente descriverlo attraverso la fotografia, ma capii anche che una documentazione “empatica” non sarebbe stata possibile se fossi stata percepita come un occhio invisibile o peggio ancora estraneo.

Decisi allora, dopo aver spiegato le mie intenzioni alla coordinatrice dell’istituto, di entrarvi senza macchina fotografica, trascorrendo quattro mesi con utenti e educatrici per conoscerci ed entrare in confidenza. Successivamente iniziai un reportage fotografico che descriveva la quotidianità delle ragazze ospiti, fatta di pomeriggi trascorsi alla TV, laboratori artistici, attività motorie e piccole gite. Ho scattato in questo modo per un anno e mezzo, poi sono andata in crisi.

Durante quel periodo, alcune delle ragazze che avevo fotografato erano nel frattempo morte e mi sono accorta che i miei scatti avrebbero testimoniato solo la loro presenza all’interno dell’istituto, non la loro essenza. Allora capii che invece io volevo raccontare i mondi interiori dentro i quali ognuna di loro viveva.

Ho buttato tutto e ricominciato con un atteggiamento differente, parlando con le utenti (chi in grado) e relative educatrici per cercare di approfondire i desideri, i sogni e le ossessioni delle ragazze ospiti. Sulla base di questi elementi ho “immaginato” delle scene che potessero interpretare in una singola immagine le loro dimensioni più intime.

L’aspetto fondamentale comunque era che le fotografie derivanti non fossero semplici “messe in scena” in cui plasmavo persone non autosufficienti secondo la mia personale visione, ma che le utenti fossero protagoniste attive dell’esperienza fotografica.

Ho iniziato così a ricercare per ogni singola composizione oggetti che fossero di grande valenza simbolica per le utenti, assieme ad alcune delle quali abbiamo lavorato anche alla realizzazione delle scenografie.

Da questo lavoro hanno avuto origine immagini a colori e colorate, nelle quali i soggetti spesso sorridono e offrono orgogliosi all’obiettivo cimeli di mondi magici a cui pochi è permesso accedere.

Forse questa visione potrà sembrare ad alcuni irrispettosa di un ambiente che siamo abituati a vedere con il bianco e nero del dolore, dell’angoscia e della disperazione, eppure (almeno in questo caso) se avessi mantenuto anch’io questa impostazione avrei mancato di rispetto a tante persone che quotidianamente dedicano anima e corpo non a far sì che persone disabili sopravvivano fino al giorno seguente, ma aiutandole a vivere una vita dignitosa e felice entro i limiti posti da traumi e malattie insondabili.

Mancherei di rispetto infine a quelle stesse persone che, pur vivendo in prima persona le conseguenze di tali handicap, in questi tre anni mi hanno insegnato ad accettare il dolore come una tappa e a cogliere la gioia anche negli anfratti più segreti dell’anima.

Vincitore categoria Foto Singola: Francesco Cabras

Titolo: Curl Power
Open air hairstylist, Congo

 

Vincitrice categoria Progetto: Vania Broccoli

Titolo: Hic Sunt Leones

“Qui stanno i leoni”, questa locuzione latina serviva ad indicare nelle mappe antiche luoghi sconosciuti ed inesplorati nei quali si presupponeva la presenza di belve feroci e mitologiche, tali per cui era sconsigliato anche solo avventurarvici.

Adesso Google Maps ha reso tutto più semplice e oggigiorno, al posto di uno di quegli ammonimenti topografici, appare solo la dicitura “Istituto Palazzolo per Istituti Pii”.

Si tratta di una Residenza Sanitaria Disabili con sede a Rosà (VI), gestita con la stessa dedizione dalla Congregazione Suore delle Poverelle e da personale laico altamente specializzato, che in oltre 90 anni di attività ha ospitato prevalentemente donne con forti handicap fisici e psichici, ma anche orfane e suore anziane.

Ho scoperto questo luogo durante l’annuale Open Day che ha come scopo quello di farne scoprire la realtà a chi vive all’esterno. Sentii subito l’urgenza di approfondire quell’incontro e possibilmente descriverlo attraverso la fotografia, ma capii anche che una documentazione “empatica” non sarebbe stata possibile se fossi stata percepita come un occhio invisibile o peggio ancora estraneo.

Decisi allora, dopo aver spiegato le mie intenzioni alla coordinatrice dell’istituto, di entrarvi senza macchina fotografica, trascorrendo quattro mesi con utenti e educatrici per conoscerci ed entrare in confidenza. Successivamente iniziai un reportage fotografico che descriveva la quotidianità delle ragazze ospiti, fatta di pomeriggi trascorsi alla TV, laboratori artistici, attività motorie e piccole gite. Ho scattato in questo modo per un anno e mezzo, poi sono andata in crisi.

Durante quel periodo, alcune delle ragazze che avevo fotografato erano nel frattempo morte e mi sono accorta che i miei scatti avrebbero testimoniato solo la loro presenza all’interno dell’istituto, non la loro essenza. Allora capii che invece io volevo raccontare i mondi interiori dentro i quali ognuna di loro viveva.

Ho buttato tutto e ricominciato con un atteggiamento differente, parlando con le utenti (chi in grado) e relative educatrici per cercare di approfondire i desideri, i sogni e le ossessioni delle ragazze ospiti. Sulla base di questi elementi ho “immaginato” delle scene che potessero interpretare in una singola immagine le loro dimensioni più intime.

L’aspetto fondamentale comunque era che le fotografie derivanti non fossero semplici “messe in scena” in cui plasmavo persone non autosufficienti secondo la mia personale visione, ma che le utenti fossero protagoniste attive dell’esperienza fotografica.

Ho iniziato così a ricercare per ogni singola composizione oggetti che fossero di grande valenza simbolica per le utenti, assieme ad alcune delle quali abbiamo lavorato anche alla realizzazione delle scenografie.

Da questo lavoro hanno avuto origine immagini a colori e colorate, nelle quali i soggetti spesso sorridono e offrono orgogliosi all’obiettivo cimeli di mondi magici a cui pochi è permesso accedere.

Forse questa visione potrà sembrare ad alcuni irrispettosa di un ambiente che siamo abituati a vedere con il bianco e nero del dolore, dell’angoscia e della disperazione, eppure (almeno in questo caso) se avessi mantenuto anch’io questa impostazione avrei mancato di rispetto a tante persone che quotidianamente dedicano anima e corpo non a far sì che persone disabili sopravvivano fino al giorno seguente, ma aiutandole a vivere una vita dignitosa e felice entro i limiti posti da traumi e malattie insondabili.

Mancherei di rispetto infine a quelle stesse persone che, pur vivendo in prima persona le conseguenze di tali handicap, in questi tre anni mi hanno insegnato ad accettare il dolore come una tappa e a cogliere la gioia anche negli anfratti più segreti dell’anima.

Fotografi FINALISTI della prima edizione del TAG PRIZE

Categoria Foto Singola  ►
Categoria Progetto Fotografico  ►

© Cristiano Guida

Finalisti Categoria Foto Singola

Nome Cognome – Titolo

  • Francesco Cabras – Curl Power
  • Francesco Cabras – Andrea Parodi
  • Daniele Coricciati – Salento
  • Sandra Paul – Passion
  • Francesca Pili – #ABRUXAUS
  • Re Barbus – Emesi

Finalisti Categoria Progetto

Nome Cognome – Titolo

  • Gaia Adducchio – Naked:#she
  • Emanuele Artenio – Andreino
  • Vania Broccoli – Hic Sunt Leones
  • Giuseppe Cardoni – Boxing Notes
  • Enzo Crispino – Il rumore del silenzio…
  • Davide Esposito – Capri, sogno di un’ombra
  • Jessica Guidi – Obama, the queen
  • Luca Iovino – Haunts
  • Leonardo Magrelli – Pairidaeza
  • Natalia Mansano – If Trump were a woman my body is political
  • Marco Marassi – Italia Scapes
  • Ymy Nigris – Les terres affamées
  • Marco Pasqua – sguardi & traguardi
  • Martino Pirella – Senza veli
  • Gian Marco Sanna – Malagrotta – The city of snow
  • Manuel Succi – “El Último Hielero”

MOSTRA DEI FINALISTI

Mostra collettiva dei finalisti che si terrà alla TAG – Tevere Art Gallery di Roma il 16 giugno 2018, i vincitori verranno annunciati durante la serata.

PREMI

Due vincitori assoluti, uno per categoria.

Mostra ad Arles

Mostra ad Arles dedicata ai vincitori, durante la settimana di inaugurazione dei Rencontres 2018, la stampa, il trasporto delle opere e l’allestimento a cura e spese della TAG – Tevere Art Gallery.

Stampe Fine Art

N. 5 stampe fotografiche FINE ART su carta baritata di cm 50×75/60×60 effettuate dal laboratorio di Luciano Corvaglia, per ciascuno dei due vincitori, finalizzate all’allestimento della mostra ad Arles.

GIURIA

Le fotografie iscritte verranno valutate da una giuria internazionale d’eccezione.

LUCIANO CORVAGLIA

Stampatore, fotografo, fondatore della galleria TAG – Tevere Art Gallery di Roma.

LIVIA CORBÒ

Photo Editor, giornalista professionista, storica dell’arte di formazione.
Co-fondatrice di Photo Op, ideazione, promozione, organizzazione e curatelia di mostre fotografiche.

YANNICK DE LAVIOLETTE

Curatore, collezionista, scrittore d’arte, agente di artisti. Gallerista.
Vive tra Amsterdam e Parigi.

CHRISTOPHE LALOI

Fondatore e direttore dei Voies-off di Arles.
Stampatore professionale.

MARCELLO MENCARINI

Fotografo, Curatore, co-fondatore della MaMo Gallery di Arles.

GRAZIA NERI

Fondatrice dell’agenzia e della Galleria Grazia Neri di Milano.
Si occupa attualmente di insegnamento e allestimento mostre.

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